Out of sight, out of mind
Filed under: Basket

Qualcuno lo sapeva già, altri l’hanno saputo da poco ed altri ancora apprendono la notizia solo ora. Io non sarò più un giocatore di Torino Basket a partire dalla prossima stagione. Easy.

Non vado ne all’estero ne tanto meno lontano da casa, anzi, posso dire che mi avvicino parecchio alle strutture di gioco ed allenamento. Pare ovvio dirlo me è bene farlo subito,la mia prossima casa si chiama PMS Torino. Non sono io a dovervi raccontare la storia della società ma ci tengo a sottolineare un solo aspetto di questa,quello che finora è palese: il sistema è vincente. Emergere in un ambiente simile è qualcosa di molto difficile,ed essendo un amante delle sfide ho deciso che volerne cogliere una come questa mi avrebbe solo dato più carica per lavorare sodo dentro e fuori dal campo. E, non sono io a dirlo, il lavoro paga.

Prima l’Auxilium e poi il Torino Basket mi hanno coccolato molto,partendo dal pubblico (per me numeri uno!) fino a tutto lo staff tecnico. Io amo l’ambiente e tutte le persone che ne fanno parte. Dunque desidero davvero chiarire una cosa,poiché molti mi hanno chiesto se andassi via per problemi con quello che mi circondava. Bhe,no. Non è questo il motivo.

Il mio problema è unicamente mentale. Giocare a Torino Basket,dal termine della fantastica stagione 2008/2009, mi è sembrato come indossare una camicia di forza. Per dirla breve,vestire quella maglia mi faceva sentire “arrivato”. Ho avuto più o meno tutto lo spazio in campo che un ragazzo di 17 anni può desiderare nella sua categoria di appartenenza,grazie soprattutto alla mia altezza. Giocare tanto,spesso più di quello che meritavo,mi ha fatto migliorare molto sotto tutti i punti di vista. L’esperienza di quest’ultimo anno in Serie D direi che è stata fondamentale. Meno bene,per tanti motivi, è andato il mio cammino tra i semi professionisti della prima squadra,ma nonostante tutto ho saputo immagazzinare tutta l’esperienza positiva, disinteressandomi del resto.

Ora però,ripeto,sono arrivato al punto in cui cambiare maglia è l’unico modo per farmi rinascere completamente. Dovrò dimostrare nuovamente tutto e ancora di più a persone nuove, più esperte e riprendere ad allenarmi molto intensamente. Ad un livello più alto. Per me il basket non è un hobby o “lo sport che pratico”,ma è quello che voglio davvero fare per i prossimi anni della mia vita. “Money doesn’t grow on trees” si dice negli USA,e dopo la pallacanestro e le faccende,diciamo, “di cuore”,i soldi sono la mia terza priorità. Lo sport è l’unica cosa che per ora sembra potermi garantire due tasselli primari su tre in contemporanea. Per questo è importante giocare in un posto dove sento di poter migliorare maggiormente, anche se per farlo devo rinunciare a vedere ogni giorno gli amici che accompagnano la mia esistenza dal 2004.

Con alcuni di voi ci rivedremo comunque molto spesso,perché il nostro legame è ora indissolubile e molto lontano dai soli confini dell’ambiente sportivo. Con tutti gli altri avrò modo di scambiare due battute sul campo,da avversari o in qualche angolo non meglio precisato di mondo. Insomma,”ale non sparisce”,almeno fino a quando internet esisterà io sarò in qualche modo raggiungibile. Dimentico anche la testa,ma non le persone.

Per me è iniziata dunque una nuova avventura e non posso far altro che concludere con il ringraziare tutti, anche se questo non è assolutamente un addio. Non scriverò ogni nome qui anche se desidererei farlo,rischiando di dover cambiare la tastiera per usura. Sappiate solo che uno per uno ,“per caso” ,mi incontrerete e io potrò così finalmente avere l’onore di dirvi anche solo un semplice …

“Grazie di tutto!”

ale

admin @ 11:10 pm

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